L’OPINIONE DI . . .

Concorso Scrivere-Oltrepensiero

" L’ispirazione non da preavvisi "

Così scrive Gabriel García Márquez

nel suo libro Memoria delle mie puttane tristi

 

S   U   I       P   E   R   C   O   R   S   I       I   N       S   A   L   I   T   A

di    Maria  Stella  Ivana  Riggi

 

MEMORIA DELLE MIE PUTTANE TRISTIOgnuno di noi, nel percorso della propria esistenza, camminando, respirando, osservando, metabolizzando emozioni, porta con sé istanti di vita… Niente di nuovo sotto il sole!

Può capitare però che, a un certo punto, ci si ritrovi sospesi a comporre, pezzo per pezzo, un puzzle costituito da ricordi, sensazioni, invenzioni fino a che, travolti dal vortice della creatività, si riesce a costruire uno scenario pieno di odori, sapori, colori, personaggi… In questo modo, finendo di scrivere la nostra storia “sfiniti e contenti” ci rendiamo conto di essere pronti a mostrare al mondo quel quadro che è lì pronto e visibile. Accade poi che, dopo quel momento di soddisfatta euforia, ci si chieda: << E adesso che ne faccio? >>… Iniziano i test: tiri fuori i tuoi fogli di carta e li porgi al tuo collega del cuore dopo la pausa caffè a lavoro; vai dalla mamma offrendoglieli in dono dopo quel fantastico “torneo di resistenza” che potrebbe essere un pranzo domenicale; li abbandoni “per caso” sulla scrivania del tuo uomo; invii una mail a un amico chiedendogli un parere…

Tutto diventa come un leggere costantemente la temperatura su di un termometro! Se la febbre c’è ed è alta ti accorgi che può andare: il delirio è positivo! In questo modo, nei frammenti del tuo tempo libero, inizi a navigare su internet, prendi dimestichezza con i nomi delle ipotetiche case editrici che magari fino a ieri non conoscevi e inizi a sognare di poter diventare uno scrittore di successo. Perché no!  

La stampante incalza e voilà le tue parole stampate sono belle e pronte per essere spedite! Sei orgoglioso di te stesso e come premio ti accendi una sigaretta o ti rosicchi le

unghie o fai qualcosa di poco educato o apri la finestra per fare entrare il sole: poco importa non resta altro che aspettare “ il momento di meritata gloria!”

Nel frattempo le giornate trascorrono: il tuo collega del cuore inizia a starti un po’ antipatico, i tornei di resistenza della mamma ti fanno ingrassare, la scrivania del tuo uomo è sempre più ingombra di lavoro e il tuo amico di mail si è abbastanza stufato delle tue solite “trovate strepitose”. Il peggiore di tutti i mali, però, è che nessuna casa editrice ti risponde o lo fa liquidandoti in maniera molto gentile. Demotivato accantoni il file: la faccenda è chiusa! Come avranno fatto gli altri a diventare “famosi”?

Fortuna? L’incontro giusto nel momento giusto? Essere nati “figli d’arte”?  Far parte della bella società borghese? Possedere un talento eccezionale? Avere coraggio?

Credo che sia un cocktail che andrebbe ben shakerato!

SONO COME IL FIUME CHE SCORREMi chiedo, però, in cosa consista la fama. Si è di “successo” se pubblicando le copie vendute sono veramente tante? Magari sì! Potrebbe trattarsi di un testo dai contenuti veramente preziosi; ma potrebbe anche essere qualcosa che si legge molto perché dietro esistono delle campagne pubblicitarie di migliaia di euro (quelli che io chiamerei i “libri griffati”…).

Penso che la fama sia qualcosa di relativo e che in fondo l’uomo scriva perché consapevole di essere mortale…

I percorsi che appassionano sono quasi sempre in salita e come l’ispirazione non danno preavvisi. Ciò che potrebbe farci sentire importanti è il coraggio di perseverare  anche se le risposte potranno non sempre essere amplificate ed eclatanti.

Partecipare ad un concorso letterario è una prima opportunità, un modo per confrontarsi,  per tirare fuori un file accantonato o per crearne un altro, una nuova maniera per  riscoprirsi … Forse i veri eroi di questa società sono le tante persone che si incontrano in metropolitana al mattino le quali isolandosi, cuffie alle orecchie e libro aperto in mano, cercano un filo conduttore tra la loro vita ed il destino …

Concludo: “(…) lavorare è una benedizione, quando ci aiuta a pensare a quello che stiamo facendo. Ma  diventa una maledizione allorchè si dimostra utile soltanto per impedirci di riflettere sul senso della nostra vita”. ( Paulo Coelho – “ Sono come il fiume che scorre” )

 

 

Maria Stella Ivana Riggi

 

Maria Stella Ivana Riggi (Maggio 1972), architetto vive e lavora in Sicilia precisamente a Caltanissetta dove attualmente risiede.

Collabora con la rivista Oltrepensiero.  E’ componente della Giuria Segnalazioni Speciali del Concorso "Scrivere Oltrepensiero". 

Il suo Blog:  Maria Stella Ivana Riggi  - La mente è un prodigio di dimenticanze. (Alda Merini)

 
 

Scrivere Oltrepensiero

 

 

Concorso Scrivere-Oltrepensiero“… scrivere aiuta ad entrare nel “nostro” mondo… in quello più profondo… dove sensazioni ed emozioni diventano parole… anche le cose che possono sembrare scontate, in realtà, mostrano la loro vera essenza… e quando lasci la penna… ti stupisci di ciò che hai tirato fuori: un altro pezzo di te.”

- Anonimo -

 

S C R I V I   E   C O N O S C E R A I   T E   S T E S S O

di    Biba  Stardust

Lo scrittore, non necessariamente possiede requisiti specifichi, a sostegno della propria  dote. Spesso accade che scrittori, non abbiano mai intrapreso studi umanistici, né abbiano conseguito alcuna laurea…

In realtà, il vero “mestiere” dell’autore consiste nel camminare per le strade del mondo, attraversare luoghi lontani e dimenticati, conoscere le genti più diverse, con la capacità di saper raccogliere tutte le emozioni e saper narrare i vissuti personali ed altrui.

Umberto Galimberti - Farabolafoto

La grande dote che lo contraddistingue, è proprio quella di conoscere il segreto delle passioni, tradotte in parola, delle esperienze, trasformate in racconto, l’arte di saper convertire ogni immagine, ogni sensazione, che ha attratto la sua attenzione, in linguaggio.

Umberto Galimberti, noto filosofo, sostiene che, ciò che manca maggiormente ai nostri “giovani uomini” è la proprietà di linguaggio, non fine a sé stessa, ma in relazione ai vissuti personali e sociali.

Sostiene che la nostra epoca, soffra prevalentemente di “analfabetismo sentimentale”: l’incapacità di saper esprimere ciò che accade dentro di noi, ci lascia in balia di sensazioni senza nome. Tutto questo porta a perdersi, a vivere un senso di inadeguatezza nei confronti della nostra stessa anima.

La letteratura serve anche e soprattutto a questo, ad insegnarci il linguaggio delle emozioni, scoprire che il nostro patire, ha un nome e nel passato altri hanno subito il nostro dolore.

Per questo ritengo che la scrittura sia propedeutica per una maggiore conoscenza della nostra identità e del nostro complesso mondo di percezioni; non è necessario essere scrittori professionisti, ma essere in grado di immaginare ciò che abbiamo vissuto, tradotto in un racconto, in una poesia, è ciò che basta per il nostro intento.

Il valore di questa dote è inequivocabile.

Dal momento poi, in cui è nato un concorso dal nome “Scrivere Oltrepensiero”, che consente di dare realmente sfogo alle percezioni più intime, sono stati in molti che non hanno esitato nemmeno un istante, hanno lasciato correre il calore delle proprie emozioni nelle vene e consentito di comunicare con il proprio linguaggio, così da dare vita, ad una storia, l’ennesima, l’unica, quella della propria vita.

Oltrepensiero, mi ha concesso nella scorsa edizione, di dare forma ad una vera creatura del mio io, in cui ho potuto rispecchiarmi, per capirmi ogni giorno, un po’ di più.

 

 

Beatrice Elerdini in arte Biba Stardust
Biba Stardust, nella vita Beatrice Elerdini, è nata a Monza il 09/12/1978. Conseguita la maturità classica, prosegue sulla strada della scrittura nel complesso mondo del giornalismo e non solo. Ha collaborato, nel corso degli anni, con diverse testate di interesse locale ed è tuttora collaboratrice delle riviste telematiche Oltrepensiero, Reporter e Wipart, con interessi che spaziano dal mondo dei viaggi a quello della musica. Ha partecipato a diversi concorsi letterari, ottenendo anche alcuni riconoscimenti, come il terzo posto pari merito, nel concorso nazionale “Scrivere Oltrepensiero”, nella sezione giornalismo con l’articolo “Berlino: andata e non ritorno. Apologia della New York della Sprea”. E’ ideatrice di un blog a carattere letterario: biaraven.worpress.com . E’ attualmente componente della Giuria Segnalazioni Speciali nel "Premio Scrivere Oltrepenserio".

 

 

 

Scrivere Oltrepensiero

 

 

Concorso Scrivere-Oltrepensiero

“E’ difficile scrivere? No, niente affatto. Tutto quello che occorre è un perfetto orecchio, un’intensità assoluta, una devozione al proprio lavoro simile a quella di un prete per il suo Dio, il fegato di uno scassinatore e nessuna coscienza tranne che in quello che si scrive: poi è fatta”.

 

Ernest Hemingway 
     
   

P E R D I A M O C I   I N   Q U E L L O   C H E   S C R I V I A M O

 di   Martina Campolongo

LA BUSTINA DI MINERVAAlzi la mano chi non hai mai cercato, in internet o nelle riviste, le istruzioni su come scrivere bene, soprattutto durante la classica fase del “blocco dello scrittore” !
Esistono centinaia di libri che fanno da zattera per giornalisti e scrittori, alle prime armi e non; addirittura Umberto Eco ne La Bustina di Minerva (Bompiani 2000) ha tradotto una serie di regole molto popolari tra i business writer americani. Nella mia modesta esperienza, credo che questi “salvaracconti” servano a ben poco, se non aiutarci nel ricordare quali sono i plurali insidiosi, gli avverbi superflui o quando usare le virgolette e le maiuscole. Il resto, e intendo tutto ciò che non riguarda l’aspetto puramente grammaticale, dobbiamo cercarlo dentro di noi. Dentro le nostre esperienze, i nostri ricordi e desideri.
Martina CampolongoTutti noi sappiamo scrivere e tutti noi abbiamo qualcosa da raccontare, e  non importa la lunghezza o il genere della tematica. Non dobbiamo vergognarci di metterci a nudo. Perché in fondo è questo che si fa: esternare le proprie paure, ansie, tensioni, impazienze e aspirazioni. Perdiamoci in quello che scriviamo: non paralizziamoci di fronte al fatto di mostrarci al mondo per come siamo.

Il Concorso letterario Scrivere Oltrepensiero si pone come una sorta di terapia: aiuta a credere in ciò che si scrive, ad avere fiducia in se stessi, a purificarsi in una sorta di catarsi dell’anima.
Ogni partecipante ha la possibilità di confrontarsi con altre realtà, imparare qualcosa di nuovo e, soprattutto, ottenere il giusto riconoscimento per il proprio lavoro, sia che si tratti di una targa artistica o soltanto di un esperienza personale. 
 
Vi aspettiamo in molti.
Buona scrittura a tutti!

PREMIO "SCRIVERE OLTREPENSIERO"
SCADENZA 11 APRILE 2008

QUI…  BANDO E REGOLAMENTO   >>> 

 

Martina Campolongo
Martina Campolongo, nata a Tarquinia (VT) il 20-9-1984, dopo aver conseguito il diploma di Maturità Classica si è laureata in Scienze e Tecniche della Comunicazione presso l’Università della Tuscia a Viterbo. Dal 16 ottobre 2007 è Giornalista Pubblicista.
Collabora ed ha collaborato con alcune riviste telematiche tra le quali Oltrepensiero.it e Civonline. E’ corrispondente del quotidiano "Il Tempo" ed il periodico Proposta.
E’ componente di Giuria nel "Premio Scrivere Oltrepenserio" e responsabile dell’Ufficio Stampa.  
Le sue passioni sono scrivere e viaggiare. Il viaggio che più l’ha affascinata è stato quello in Egitto.