Giovedì, Aprile 17th, 2008
" L’ispirazione non da preavvisi "
Così scrive Gabriel García Márquez
nel suo libro "Memoria delle mie puttane tristi"
S U I P E R C O R S I I N S A L I T A
di Maria Stella Ivana Riggi
Ognuno di noi, nel percorso della propria esistenza, camminando, respirando, osservando, metabolizzando emozioni, porta con sé istanti di vita… Niente di nuovo sotto il sole! Può capitare però che, a un certo punto, ci si ritrovi sospesi a comporre, pezzo per pezzo, un puzzle costituito da ricordi, sensazioni, invenzioni fino a che, travolti dal vortice della creatività, si riesce a costruire uno scenario pieno di odori, sapori, colori, personaggi… In questo modo, finendo di scrivere la nostra storia “sfiniti e contenti” ci rendiamo conto di essere pronti a mostrare al mondo quel quadro che è lì pronto e visibile.
Accade poi che, dopo quel momento di soddisfatta euforia, ci si chieda: << E adesso che ne faccio? >>… Iniziano i test: tiri fuori i tuoi fogli di carta e li porgi al tuo collega del cuore dopo la pausa caffè a lavoro; vai dalla mamma offrendoglieli in dono dopo quel fantastico “torneo di resistenza” che potrebbe essere un pranzo domenicale; li abbandoni “per caso” sulla scrivania del tuo uomo; invii una mail a un amico chiedendogli un parere… Tutto diventa come un leggere costantemente la temperatura su di un termometro! Se la febbre c’è ed è alta ti accorgi che può andare: il delirio è positivo! In questo modo, nei frammenti del tuo tempo libero, inizi a navigare su internet, prendi dimestichezza con i nomi delle ipotetiche case editrici che magari fino a ieri non conoscevi e inizi a sognare di poter diventare uno scrittore di successo. Perché no!
La stampante incalza e voilà le tue parole stampate sono belle e pronte per essere spedite! Sei orgoglioso di te stesso e come premio ti accendi una sigaretta o ti rosicchi le unghie o fai qualcosa di poco educato o apri la finestra per fare entrare il sole: poco importa non resta altro che aspettare “il momento di meritata gloria!” Nel frattempo le giornate trascorrono: il tuo collega del cuore inizia a starti un po’ antipatico, i tornei di resistenza della mamma ti fanno ingrassare, la scrivania del tuo uomo è sempre più ingombra di lavoro e il tuo amico di mail si è abbastanza stufato delle tue solite “trovate strepitose”. Il peggiore di tutti i mali, però, è che nessuna casa editrice ti risponde o lo fa liquidandoti in maniera molto gentile. Demotivato accantoni il file: la faccenda è chiusa! Come avranno fatto gli altri a diventare “famosi”? Fortuna? L’incontro giusto nel momento giusto? Essere nati “figli d’arte”? Far parte della bella società borghese? Possedere un talento eccezionale? Avere coraggio? Credo che sia un cocktail che andrebbe ben shakerato!
Mi chiedo, però, in cosa consista la fama. Si è di “successo” se pubblicando le copie vendute sono veramente tante? Magari sì! Potrebbe trattarsi di un testo dai contenuti veramente preziosi; ma potrebbe anche essere qualcosa che si legge molto perché dietro esistono delle campagne pubblicitarie di migliaia di euro (quelli che io chiamerei i “libri griffati”…). Penso che la fama sia qualcosa di relativo e che in fondo l’uomo scriva perché consapevole di essere mortale…
I percorsi che appassionano sono quasi sempre in salita e come l’ispirazione non danno preavvisi. Ciò che potrebbe farci sentire importanti è il coraggio di perseverare anche se le risposte potranno non sempre essere amplificate ed eclatanti. Partecipare ad un concorso letterario è una prima opportunità, un modo per confrontarsi, per tirare fuori un file accantonato o per crearne un altro, una nuova maniera per riscoprirsi… Forse i veri eroi di questa società sono le tante persone che si incontrano in metropolitana al mattino le quali isolandosi, cuffie alle orecchie e libro aperto in mano, cercano un filo conduttore tra la loro vita ed il destino…
Concludo: “(…) lavorare è una benedizione, quando ci aiuta a pensare a quello che stiamo facendo. Ma diventa una maledizione allorchè si dimostra utile soltanto per impedirci di riflettere sul senso della nostra vita”. ( Paulo Coelho – “ Sono come il fiume che scorre” )
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Maria Stella Ivana Riggi (Maggio 1972), architetto vive e lavora in Sicilia precisamente a Caltanissetta dove attualmente risiede. Collabora con la rivista Oltrepensiero. E’ componente della Giuria Segnalazioni Speciali del Concorso "Scrivere Oltrepensiero". Il suo Blog: Maria Stella Ivana Riggi - La mente è un prodigio di dimenticanze (Alda Merini) |


