«Voglio un mondo che parli la lingua universale dell’amore. Voglio scrivere per le strade, sui muri delle case screpolate, sui vetri degli alti grattacieli, sui parabrezza delle auto, sui banchi di scuola, sul volano del tornio i miei versi…»
Le Redazioni della rivista Telematica Oltrepensiero.it e del Premio Letterario-Giornalistico “Scrivere Oltrepensiero” ricordano Reno Bromuro. Lo scrittore, il poeta, il regista, l’attore, il giornalista, e l’autore di saggi che ha stigmatizzato parte del novecento letterario e teatrale italiano. Alterne invece la sua fama e la notorietà per non essersi mai piegato alle volontà di certi critici ed editori nella sua battaglia contro quello che lui stesso ha definito “Il Racket dell’Arte”. La “lettera impossibile” del direttore di Oltrepensiero all’amico scomparso, il ricordo del presidente del Premio omonimo, un’intervista rilasciata qualche anno fa dal poeta nella quale rammenta anche chi ha iniziato a far carriera facendo fortuna sulle sue spalle e la sua prima poesia.
LETTERA AD UN AMICO
«Ciao Reno,
non ci saremmo mai aspettati un tuo disimpegno cosi improvviso e repentino da noi di Oltrepensiero.it e da tutti gli altri giornali e portali web con i quali direttamente o indirettamente collaboravi da anni. Siamo stati tutti messi di fronte all’impossibilità di poterti parlare, di chiedere una spiegazione plausibile che avrebbe potuto almeno farci rassegnare anticipatamente. Certo saremmo curiosi di sapere direttamente dalla tua voce, con il tuo consueto modo di esprimerti, cosa possa essere mai accaduto tra la tarda serata dell’11 giugno scorso dopo l’ultima telefonata che hai intrattenuto con tuo figlio e l’altra, delle prime ore del mattino seguente, pervenuta a tua moglie, dall’ospedale dove eri ricoverato, che annunciava che te ne eri andato via. Non una parola, non un appunto, un messaggio che ci possa spiegare quanto e perché è successo. Ci hai lasciato in silenzio, in punta di piedi, quasi come per non disturbare. Forse ti sei annoiato di tutti noi e, diciamola pure com’è, rotto le scatole degli starnazzamenti di direttori petulanti, editori bugiardi, scrittori fuori dal mondo e poeti senza versi. Non crediamo, però, ti potessi essere stancato anche dei tuoi ragazzi delle scuole dove insegnavi Teatro, del tuo amore per la poesia e di quanti, come te, in passato come oggi, la sapevano plasmare più che esprimere. Mancherai, ne sono certo, a tutti loro, come pure ai nemici, perché hai avuto sempre l’onestà di non mardarle a dire, ed a quanti fin da giovane ti hanno sbattuto la porta in faccia o vendevi le tue poesie ed anche le canzoni per poter vivere nei tempi difficili. Loro a fare fortuna e ad essere onorati e tu, invece, con quel cipiglio di chi non si prostituisce mai nell’anima, a fare la gavetta ed a non demordere mai, a non piegarti alle volontà dei critici e di certi editori, a recensire i poeti di tutto il mondo ed il mondo poco a guardare te, ad insegnarci con i tuoi slanci e gli entusiasmi a rimanere sempre giovani anche quando l’età inizia a non reggere più !
Sappiamo che dal luogo dove ti trovi non potrai più inviarci le tue e-mail circolari ad indirizzario nascosto con le quali divulgavi la tua rivista “Il Baricentro” che puntualmente tutti abbiamo “saccheggiato” o riportato integralmente non so quanto se per renderti effettivamente merito o se, invece, piuttosto, per inconsciamente pavoneggiarci al fine di essere onorati di ospitare le tue collaborazioni. In ogni caso non ti libererai tanto facilmente di tutti noi. Oltre ad avere uno spazio nel nostro cuore lo avrai ancora, sicuramente, nel Web. Oltrepensiero.it , e so che lo faranno anche tante altre riviste, proseguirà, fino a che esisterà, a lasciarti uno spazio per ospitare i tuoi interventi e, spero non me ne vorrai, il tuo nome continuerà ad apparire nella tabella redazionale. Tutti probabilmente abbiamo un pegno con te a cui tener fede: di pubblicarti quanto ci avevi inviato e poi invece lo abbiamo fatto solo in parte e non sempre con continuità.
A Re’… mannaggia a te… questo scherzaccio improvviso non ce lo dovevi fare, non ci hai dato modo neanche di chiederti scusa. Probabilmente sorriderai con un po’ di ironia nel vederci ora tutti affannati a mettere mano agli archivi per ritirare fuori tutto quanto. Per quel che mi riguarda, personalmente, l’occasione ha voluto che prendessi coraggio per fare un po’ d’ordine nella mia libreria e mettere finalmente una accanto all’altra tutte le tue opere. Così potrò guardarti, mentre scrivo al computer e continuare ad ascoltarti, anche se non sarà più per telefono.
Mi diaspiace averti conosciuto troppo tardi. Tu mi hai dato molto. Non so se qualcosa io abbia dato anche a te. Con tutto l’amore che posso (con questa frase hai insegnato anche a me a chiudere le lettere)…
Spero leggerai,
Giulio»
Reno Bromuro (Paduli 1932 – Roma 12 giugno 2009)
Scrittore, poeta, regista, attore e giornalista, debutta in teatro con un atto unico «Pascalino ‘o piscatore», nel 1953, in cui affronta il problema degli invalidi permanenti di guerra e, per la prima volta, l’esperienza del teatro che amalgami parola – gesto - suono in contrapposizione alla tradizionalità del teatro italiano. Nel 1957 fonda a Napoli il «Centro Sperimentale di Ricerca per un Teatro Neorealista», manifestandola nel dramma «Il vaso dei sogni perduti» rappresentato dal 13 dicembre dello stesso anno al Teatro Bracco. Nel 1970, fonda a Roma la Compagnia di Prosa «I Corinti» con la quale, rappresenta nei teatri De’ Satiri, delle Muse, de’ Servi un dramma sui pericoli della droga dal titolo «…Quella Maledetta…» in cui i segni fondamentali parola-suonogesto-illuminazione sono tutt’uno con l’azione teatrale, che tende a sviluppare nello spettatore l`immaginazione della scenografia e del luogo di azione. Per la prima volta, lo spettatore è chiamato anche a «scrivere» ogni sera, il finale dell’opera. Nasceva il «Teatro dell`Immagine o dell`Immaginazione». Dal 1986 ha continuato la sua ricerca teatrale, con i giovanissimi della Scuola Media Statale San Giorgio di Fregene, Torrimpietra, La Rustica fondata sulla teoria del Teatro povero grotowskiano.
Decine le pubblicazioni di volumi di poesia, di saggistica e di teatro, oltre trenta le commedie rappresentate; ma Bromuro non dimentica di essere uomo, prima che artista, e si batte per un’Arte non corrotta, fondando l’Associazione Internazionale Artisti «Poesia della vita» con sede in Roma, promuovendo, negli anni ‘70, premi letterari e di teatro «Talentiadi – Olimpiade di Talenti - » e teorizzando in favore di un’Arte maggiore, in cui gli artisti siano chiamati a creare arte incontaminata dalle esigenze di mercato. Numerosi i premi letterari vinti, nazionali e internazionali, e le cariche accademiche, di grande prestigio, attribuitegli. Reno Bromuro, ha curato rubriche telematiche di cultura, dove storia, saggistica, critica letteraria e poesia hanno trovato ampio spazio quotidiano tra le letture dei navigatori in rete. Il carattere dell’umanità, infatti, in Reno Bromuro, si colloca felicemente nella semplicità di un linguaggio che sia compreso e apprezzato da ogni fascia di lettori e nella sincerità dei consigli in favore dei giovani artisti desiderosi di partecipare all`Arte contemporanea, traendo spunto da una realtà storica, ancorché innovabile, mai dimenticata. Ricordiamo in particolare gli ultimi suoi due lavori: il romanzo «Le ali dell’anima» e la recentissima raccolta di poesie «Quarantenni» definita “il suo canto d’amore, ma anche di denuncia e di rivolta, espresso non solo con l’ineccepibile composizione dei versi, ma anche con l`impeto della sincerità”.
(Ilaria Giovinazzo) - Reno Bromuro ci ha lasciati pochi giorni fa. Partecipò come giurato alle prime edizioni del nostro Concorso (ScrivereOltrepensiero), nonostante la sua salute fosse già abbastanza precaria. La sua energia e la sua dialettica ci fanno ancora sorridere a ripensarci. Era un poeta e uno scrittore di teatro. E come tutti i poeti e come molti artisti era misconosciuto. Forse per il suo carattere difficile, forse perché non si adeguava al mercato, forse perché il destino di molti artisti è essere ricordati e scoperti solo dopo, alla fine della loro vita. Qui noi tutti ricordiamo Reno con affetto, e con partecipazione inviamo il nostro abbraccio alla famiglia. Vi facciamo omaggio di questa sua poesia.
QUANDO PARLA UN POETA
Silenzio! Quando parla un poeta
bisogna ascoltarlo in silenzio,
Tutto ciò che dice un poeta
è sempre cosa seria e meditata.
Silenzio!
Voglio un mondo che parli
la lingua universale dell’amore.
Voglio scrivere per le strade
Sui muri delle case screpolate
Sui vetri degli alti grattacieli
Sui parabrezza delle auto
Sui banchi di scuola
Sul volano del tornio
I miei versi che vogliono
Esaltare la volontà del poeta
Il desiderio di un mondo
Che parli la lingua universale dell’amore.
Voglio affiggere i miei quadri
Alle aste delle bandiere abbrunate
Per questa inesausta e svogliata società
Affinché l’Uomo impari a vestire
Una camicia bianca immacolata
Per non contaminare il prato
Quando rotola per bagnarsi di rugiada.
Voglio che i quadri e i versi sventolino
Al sole caldo dell’amore
E tu passando impari a far silenzio
Quando parla un poeta.
Silenzio!… Quando parla un poeta
Bisogna ascoltarlo in silenzio.
Roma 2/3/1976
SCRIVERE OLTREPENSIERO
Secondo posto al Premio “Scrivere Oltrepensiero”, nella Sezione Giornalismo, con “La solitudine e la grandezza di Dino Campana”. Un saggio inconsueto nel panorama giornalistico italiano. Sono pochi, infatti, gli articoli che riescono a riassumere la profondità e l’unicità di uno dei più grandi poeti del secolo come Dino Campana. L’articolo proposto da Bromuro ha il merito di trasmettere con chiarezza e profondità stilistica la grandezza di un poeta poco conosciuto e troppo poco valorizzato. E’ indimenticabile, infatti, il suo carteggio amoroso con Sibilla Aleramo ed è bellissimo il modo con cui Reno Bromuro introduce il lettore a dilettarsi tra i suoi versi.
A Reno Bromuro la Redazione di Oltrepensiero.it consegnò in quell’occasione anche il Premio "Oltre Ogni Confine" per "Una Vita dedicata e ancora da dedicare al Teatro". Nella circostanza, era il 2007, ci rilasciò un’intervista.
L’INTERVISTA
Di Reno Bromuro e della sua attività artistica si sa quasi tutto. Quello che non si conosce esattamente è la sua età. Non è certo un giovincello e forse il suo aspetto dimostra meno anni del reale come seguisse una mente che non invecchia mai. Non vogliamo svelare il segreto, ma le chiediamo una cosa: a quale età ha pubblicato il suo primo libro e che anno era? Ed in modo analogo quando è stato che ha calcato la prima volta le scene teatrali? Qualcuno ci ha detto fosse ancor prima del 1953, come invece sembrano concordare le note biografiche ufficiali su di lei.
«Per rispondere cronologicamente sarebbe d’obbligo che scrivessi la mia autobiografia. La domanda sott’indente risposte piene ed esaurienti. Ma andiamo con ordine.
Il primo libro di poesie che ho visto in libreria è “Note e Motivi” prefazione e interessamento per la pubblicazione di Enzo V. Mormorale, allora Ordinario di Letteratura Latina alla Facoltà di Magistero dell’Università di Roma e direttore del Giornale di Filologia. Non le nascondo che, mentre camminavo per Roma in cerca di lavoro, giunto davanti alla libreria Croce in Corso Vittorio Emanuele, vidi il mio libretto di poesie incorniciato da un poker d’assi della Poesia italiana (Montale, Ungaretti, Gatto e Pasolini) piansi come un bambino dimenticando fame e dolore alle gambe per i chilometri percorsi (giungevo da Torre Maura a piedi). Era aprile 1955. Quanto riguarda il mio avvicinamento al Teatro dobbiamo ritornare indietro al 1936 interpretavo il capitano di una nave che andava a fondo con la stessa, era il periodo della guerra in Africa. Poi non mancavo a fare il “rompiglione” ogniqualvolta gli studenti mettevano in scena una commedia o un dramma e se non mi volevano perché non c’era una porticina per me passavo le serate incollato ai vetri dei balconi che riaffacciano sull’entrata dell’asilo.»
Poeta, scrittore, giornalista. Autore, attore e regista teatrale. L’appello di Artista le calza a pennello, ma lei si sente tale? E quali di tutte queste attività cozza ed è in contrasto di più con le altre?
«Se intende essere libero, indomito guerriero per la giustizia; ribelle contro ogni sopruso perpetrato contro i giovani che hanno la Poesia dentro, sì, lo sono. Perché, caro direttore, poeta si nasce e non esistono scuole che possano far diventare Poeta chi non è nato tale. La differenza si nota subito: il primo commuove e trascina, il secondo è freddo e distaccato.»
«Tutto cambia e si trasforma anche la scrittura. Il sistema odierno, inventato da Pasolini, non compreso da molti, fa essere tutti poeti e scrittori, ma quanti lo sono veramente? Prima per sentirmi aggiornato sulle correnti letterarie e poetiche mi facevo, ogni giorno, un giretto per il web a caccia di qualcosa di nuovo, oggi lo faccio esclusivamente mirato perché il resto è scopiazzatura, fortuna che ci sono due Poker, uno al femminile: “Marcella Boccia”, “Sandra Cervone”, “Marina Raccanelli” e “Daniela Costantini”; il Poker al maschile è capitanato da “Enrico Besso”, “Michael Santhers”, “Marco Saya”, “Marco Gavotti” e il Jolly “Marco Besso”. Mi domando spesso chi di loro vincerà per primo il “NOBEL”.»
E’ risaputo che lei abbia un carattere indomito e non è persona che nasconda il suo pensiero. Ha rifiutato, anche in maniera plateale premi letterari. Quanto ha pagato nella sua vita questo suo modo di essere schietto, in termini di maggiore notorietà e fortune economiche?
«L’ho avvertito soltanto quando i miei figli avevano fame e non avevo i soldi per comprare un bicchiere di latte. Era in questi momenti che il pensiero ricorreva al barone Aiello che comprava le mie poesie e le mie canzoni. Ero felice di vendergliele; tanto gli editori non volevano neanche parlarmi, piccolo di statura e volto bambinesco, mi cacciavano via dicendo: “Guagliò va’ ‘a sfottere qualcun altro, ‘cca tenimme che fa!”»
Sappiamo che agli inizi della sua carriera, per poter vivere, vendeva ad altri poesie e canzoni che poi si sono auto-attribuiti dichiarandosi di esserne gli autori reali. Senza far nomi in particolare, potrebbe fare un elenco di queste sue opere?
«La prima la vendetti al barone Aiello per centocinquanta lire, fu presentata al Festival delle poste, cantata da Mario Merola. La seconda, la proposi ad uno dei più acclamati poeti napoletani, entusiasta mi disse che dentro i versi c’era la musica; dopo la sentii cantata nella piedigrotta, al teatro Augusteo. Il 1951, era iniziato benissimo, durante le feste natalizie avevo conosciuto una ragazza meravigliosa e un giorno per rimanere sola con le amiche mi disse una bugia, la seguii e sentii che rideva di me. Addolorato da sentirmi male seduto sugli scalini della funicolare centrale strappai un manifesto e dietro scrissi tutto il mio dolore. Dopo un po’ incontrai Mario, il fratello della ragazza, e gli lessi quello che avevo scritto. Mentre camminavamo lui mi suggerì di farla leggere ad un signore che lui conosceva come autore celebre di cui cantavano le sue canzoni tutti i giorni alla radio. Gli diedi il manifesto strappato, con la promessa che mi avrebbe fatto sapere qualcosa: dopo un mese ascoltando la radio la sentii cantare da Giorgio Consolini e questa canzone divenne il suo cavallo di battaglia. Decisi che non avrei più scritto canzoni. Ma, tra il dire e il fare c’è di mezzo… scrissi una commedia musicale, il buon Ciro Canoro volle portare il copione con se in Brasile. Fondò uno studio televisivo e affidò il copione, la recitazione e le canzoni a cantanti che poi sono diventati celeberrimi in tutto il mondo. Seppi dell’accaduto da un giornalista della Radio Italiana che venne a casa per intervistarmi, rimasi meravigliato e la mia gratitudine per Ciro Canoro aumentò, perché qualche giorno dopo mi giunse un vaglia telegrafico di oltre duecentomila lire con i quali misi in scena “Il Vaso dei sogni perduti - Desiderio d’amore - ” un drammone come piaceva allora. Ero contentissimo, anche se spesso ero costretto a chiamare in aiuto i ragazzi della compagnia perché non volevamo farmi entrare nei camerini, spingendomi in malo modo: “Vattenne guagliò, tenimme che fa!”»
Pur non essendo più giovanissimo e con alle spalle una bibliografia da fare invidia perché partecipa ancora a concorsi letterari? Cosa pensa in genere dei Premi?
«Per sentirmi vivo, o meglio per sentirmi ragazzino, agli inizi, nella speranza di risposare le emozioni di allora quando ricevevo i primi premi. A proposito, caro direttore, questo me lo deve consentire (senza nessuna allusione) nel 1980 partecipai al premio letterario bandito dal Circolo Culturale B. Battilocchio di Tolfa, inviando opere di poesia, di saggistica, di narrativa e silloge di poesie. Si giunse alla premiazione e non c’era una sezione senza il mio nome tra i premiati. Ad un certo punto, stavo ritornando con il trofeo che testimoniava la mia vittoria per la saggistica che uno dei presenti esclamò, alzandosi in piedi di scatto: “Ce lo potevi dire che non ci saremmo mossi per giungere fino qui!” Oggi i Premi sono cambiati: chi ha più polvere spara. Su questo ci sarebbe tanto da dire, le devo far leggere qualche articolo che spiega il mio pensiero sui premi letterari o il libro di saggistica “La totalità dell’Esistere nella Poesia di Giuseppe Selvaggi e altri saggi” edito da V. Ursini Catanzaro nel 1991.»
Una vita per il Teatro e ancora da dedicare al Teatro. Un progetto ed una ricerca senza fine sin da quando era giovanissimo. Cosa significa oggi continuare la sua esperienza con i ragazzi delle scuole medie dell’interland di Roma? Quanto le nuove generazioni comprendono e si appassionano a questa forma espressiva non tanto più di moda in un mondo dove i videogames si sono impadroniti delle menti?
«Innanzitutto, devo precisare che i ragazzi non sono obbligati a fare teatro. La partecipazione al Laboratorio di “Educazione teatrale” è volontaria. I ragazzi, imparano la dizione, i mestieri del teatro secondo la loro attitudine e soprattutto a capire una messinscena e a criticarla sotto tutti i punti di vista in modo che quando andrebbero a teatro non solo capirebbero l’opera che vedono, ma anche ad essere coscienti sullo spettacolo in generale. Sapesse che emozione vederli, giorno dopo giorno creare un copione, partendo da mille idee che mettiamo in calderone e le tiriamo fuori una alla volta ragionandoci su. Alla fine quando il copione è pronto anche loro sono pronti, perché hanno imparato la parte senza fatica e con essa anche la storia e qualche brano antologico della letteratura italiana. La cosa più emozionante è quando qualcuno dei ragazzi o ragazze, con qualche piccolo deficit mentale, sale sul palcoscenico e recita la sua parte è la vittoria più bella ed emozionante che vivo. Quest’anno una ragazza che ha frequentato la terza media, dopo il corso di teatro genitori e psicologi non avrebbero voluto che sostenesse gli esami, lei testardamente ha voluto sostenere gli esami e sembra che sarà promossa perché ha eccelso in tutte le materie: miracolo del teatro? Io ci credo!»
Il suo ultimo romanzo (nel giugno 2007 - ndr) “Le Ali dell’Anima”, edito da EdarC, parla d’amore, di un uomo e delle sue donne. Un poeta per appagare i suoi sentimenti di quante donne ha bisogno e di quante in realtà se ne innamora davvero? Ma lei, le donne le ha mai capite?
«Il Poeta ha un solo amore, ma s’innamora millequattrocentoquaranta volte all’ora. Se non s’innamorasse di quello che gli piace non potrebbe più scrivere, perché almeno, secondo Neruda, la sua non sarebbe Poesia, perché il Poeta scrive degli altri per sé, lo scrittore scrive di sé per gli altri. Le donne?! Se fossi riuscito a capirle le avrei amate tutte nella realtà non solo quale soggetto creativo per le mie opere sia di poesia che di narrativa o di teatro.»
Quale è il suo rapporto con Internet? Quanto c’è di reale nella sua virtualità?
«Ho già detto cosa penso di Internet. Di reale c’è solo la Poesia: quella vera.»
“Oltrepensiero”. Cosa significa questa parola per lei? Si è spinto mai oltre i confini del semplice pensare? Cosa c’è al di là.
«Di là c’è solo la nostra anima vagante in cerca d’amore quello universale bello e forte che ci fa sentire di essere tutti fratelli, figli dello stesso Padre. Quindi oltre il pensiero c’è solo la fantasia, ma una fantasia equilibrata che spinga ad amare.»
La ringrazio per la sua disponibilità e saremmo onorati se volesse dedicare una sua poesia a tutti i nostri lettori.
«Grazie a Lei che ha messo a dura prova la mia memoria riportandomi indietro di ‘antacinque anni, facendomi rendere conto che sono ancora un ragazzino cui piace partecipare ai concorsi letterari, provare emozioni nuove dirigendo e interpretando personaggi nati dalla fantasia (stavo per rubarle il titolo della sua bella rivista on-line “Oltrepensiero”). Visto che ha fatto rinascere in me il ragazzino che muore fucilato sul palcoscenico e vede piangere sua madre mentre tra un singhiozzo e l’altro mormora: “Credevo fossi morto veramente! Non mi dire più vieni a vedermi recitare, che non ci vengo neppure morta. Invece nel 1957 in prima fila, durante la prima rappresentazione de “Il vaso dei sogni perduti”, vidi mio padre, lui che aveva sempre osteggiato il mio scrivere fantasticherie e dandomi cazzotti in testa mi ammoniva: “le poesie falle scrivere ai poeti, tu impara un mestiere!” Con tanti ricordi usciti dalla memoria come acqua di sorgente non posso lasciare i lettori senza la mia primissima Poesia:
La scadenza per la presentazione delle opere alla terza edizione del Premio Letterario Giornalistico "Scrivere Oltrepensiero" è stata prorogata al 25 Giugno 2009. La Premiazione è prevista per Settembre a Civitavecchia (Roma) nel corso del Festival del Libro “Un Mare di Lettere”.
Stiamo attraversando a livello globale un momento difficile. Ognuno di noi è alle prese con un crisi economica che si sta facendo sentire a più livelli, incidendo anche sulle nostre credenze e la nostra fiducia nei valori e nel futuro.
Si dice che l’arte sia la prima a soffrire quando accadono eventi di questo tipo, che sia la prima a essere messa in secondo piano poiché urgono scelte più importanti e necessarie.
Abbiamo dovuto patire la grande tragedia del terremoto in Abruzzo e ognuno di noi questa vicenda se la porta sulla pelle.
Ma tutti questi eventi non possono né devono gettarci nello sconforto e demoralizzarci. Piuttosto devono servirci da monito per ‘costruire’ da questo momento in poi le nostre vite su basi più solide e meno pericolanti e pericolose.
Abbiamo scelto anche stavolta di prorogare i termini del concorso (25 giugno 2009) per permettere a chi volesse partecipare di avere tempo sufficiente a disposizione per farlo.
Quest’anno è stata dura pensare al concorso mentre tutto intorno a noi il mondo era in travaglio. Eppure, seppur sottovoce, abbiamo tenuto duro, affinché l’arte, più che essere vista come un diversivo a tempo perso possa essere una luce di speranza e sostegno in questo momento di difficoltà.
L’arte può aiutarci a sopravvivere e a risollevarci.
Dunque auguro a coloro che vinceranno questa edizione di usare la loro arte per rendere il mondo un posto migliore.
Anche quest’anno potranno partecipare racconti e articoli di ogni genere, sempre tenendo presente la parola chiave del concorso: “Oltre il pensiero”, che riprende il nome della rivista telematica che lo promuove, Oltrepensiero.it, in collaborazione con la rivista letteraria Prospektiva. Saranno giudicate positivamente quelle opere che si distingueranno per la loro originalità e anticonvenzionalità. Il premio si articola in due sezioni: Narrativa (si partecipa con uno o più racconti inediti); Giornalismo (si partecipa con uno o più articoli giornalistici inediti: d’opinione, di cronaca, di cultura, di commento). Da entrambe le sezioni, inoltre, verrà selezionata dal presidente del premio, un’opera scritta da una donna e riguardante tematiche femminili a cui verrà assegnato il Premio speciale “Scrivere donna”. Scadenza per la presentazione delle opere il 15 Giugno 2009 (TERMINE PROROGATO AL 25 GIUGNO 2009). La Premiazione è prevista per Settembre a Civitavecchia (Roma) nel corso del Festival del Libro “Un Mare di Lettere”. Qui . . . il bando > > >
Scrivereoltrepensiero 2009
U N P I C C O L O P A S S O
E U N G R A N D E S O G N O
Un famoso saggio cinese disse che un viaggio di migliaia di miglia inizia comunque e sempre da un piccolo passo. Non ci troviamo forse tutti d’accordo?
Si inizia così in fondo, si fa un piccolo gesto e quello che verrà dopo dipenderà dalle nostre forze, da un po’ di fortuna e tanto entusiasmo.
Ogni cammino inizia con un piccolo passo, dopo si può arrivare a scalare una montagna oppure dirigersi verso il mare, o ancora avanzare di pochi passi e scegliere un nuovo luogo dove trovarsi a proprio agio.
La nascita di un romanzo inizia da poche parole: poche, semplici, importanti parole. Per quanto siano piccole e scarne è la loro qualità che conta. Scrivete poco magari ma scrivete cose di qualità. E’ quella che fa la differenza tra un qualsiasi grafomane che passa il tempo e l’arte.
Anche in un viaggio è la qualità della camminata che fa la differenza.
Questo concorso, nato con un intento ben preciso, sta dando i suoi frutti.
Alcuni dei nostri autori stanno iniziando il loro percorso letterario, altri sono approdati alla pubblicazione.
Questo ci rende fieri del lavoro svolto e ci carica di nuove energie per andare avanti.
Da quest’anno la collaborazione con Prospektiva rivista letteraria sarà più stretta grazie all’inserimento in giuria di due redattori della rivista.
Inoltre la premiazione di quest’anno cambia sede, ci spostiamo a Civitavecchia, sede storica di Prospektiva e sede anche del Festival del Libro “Un Mare di Lettere” che farà da sfondo alla nostra cerimonia di premiazione.
Che dirvi? Abbiamo iniziato con una parola tre anni fa e adesso… siamo pronti a scriverne altre mille!
Un augurio di buona scrittura a tutti i partecipanti alla nuova edizione del concorso letterario giornalistico Scrivereoltrepensiero !
A famous Chinese sage said that a journey of thousand miles starts always from a small step. Aren’t we all in accord with this ?
It begins, anyway, with a small gesture and the one after will depend on our strength, our luck and a lot of enthusiasm.
Every journey begins with one small step, and then we may be able to climb a mountain or head for the sea, or even a few steps forward and choose a new place to feel at ease.
The birth of a novel begins in a few words: a few, simple, important words. Although they are small and limited that count is their quality. Write a few, but write things of quality. Quality makes difference between any grafomane that is spendig is time and art.
Even in a trip is the quality of the walk that makes the difference.
The competition, born with a clear intent, is bearing fruit.
Some of our authors are beginning their literary journey, others have come to the publication.
This makes us proud of the work we’ve done and give us new energy to go on.
Starting from this year, our collaboration with Prospektiva, a literary magazine, will be closer thanks to the inclusion in the jury of two editors of the magazine.
In addition, the award ceremony this year will change place, we’ll move to Civitavecchia, the historical site of Prospektiva and also the headquarters of the Festival of the book that will be the backdrop to our ceremony.
What else? We started with a word three years ago and now … we are ready to write tousend words !
We wish good writing to all participants in the new edition of the literary and journalistic award Scrivereoltrepensiero !
La terza edizione del Premio Letterario Giornalistico “Scivereoltrepensiero” è ormai ai nastri di partenza. Anche quest’anno potranno partecipare racconti e articoli di ogni genere, sempre tenendo presente la parola chiave del concorso: “Oltre il pensiero”, che riprende il nome del portale web che lo promuove in collaborazione con la rivista letteraria Prospektiva. Come sempre saranno giudicate positivamente quelle opere che si distingueranno per la loro originalità e anticonvenzionalità. Nei prossimi giorni sarà reso noto il bando 2009, ma, nel frattempo, vogliamo dedicare al Premio ed a tutti coloro che vi parteciperanno “Sogna, Ragazzo Sogna” di Roberto Vecchioni perché ci sembra particolarmente significativa ad indicare l’essenza di questo concorso e dello "scrivere" per cercare di cambiare o migliorare la realtà. E’ in fondo un invito a giovani e non a credere o a continuare a credere nei sogni, poiché essi appartengono alla storia personale di ognuno di noi ed al suo divenire. Dopo tutto l’unica cosa veramente importante nella vita è credere in se stessi… E la vita, come il mondo, può migliorare solo sognando. « …chiudi gli occhi ragazzo e credi solo a quel che vedi dentro, quando un uomo vive per le sue parole o non vive più… Sogna ragazzo sogna quando sale il vento nelle vie del cuore… »
Sogna, Ragazzo Sogna
Roberto Vecchioni
E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte:
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l’amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno,
a volte c’è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più
sogna , ragazzo, sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu;
sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre:
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita:
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire"
Sogna, ragazzo, sogna,
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni, passerà l’amore,
passeran le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu…
Sogna, ragazzo, sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.
Nella storica Libreria Croce di Roma decretati ufficialmente i vincitori della seconda edizione 2008 del Premio Letterario-Giornalistico "Scrivere Oltrepensiero"
I P R E M I A T I
d i “ S C R I V E R E O L T R E P E N S I E R O 2008 ”
1° Premio Sezione Giornalismo
Natalino Ridente con “BILLY PILGRIM E IL GRANDE FRATELLO NELLA PARIGI DEL XX° SECOLO”
2° Premio Sezione Giornalismo Alessandro Caramis con “PROFUGHI IN PATRIA. STORIE DI VITA DEGLI ITALIANI DI LIBIA “
3° Premio Sezione Giornalismo
Marco Managò con “ELOGIO DELLA BICICLETTA”
1° Premio Sezione Narrativa Irene Campitoti con “GENTI NUOVE ALL’IMBRUNIRE”
2° Premio Sezione Narrativa
Barbara Wahl con “RICERCANDO UNA PAGINA DI DORIS LESSING”
3° Premio Sezione Narrativa Chantal Mazzacco con “PRENDIMI PER MANO”
Premio Speciale Scrivere Donna
Sezione Giornalismo
Amaly Azzarini con “REPORTAGE DAL DARIEN”
Sezione Narrativa
Ilaria Spagnuolo
con “OLTRE LA PERSONALITA’, OLTRE IL TEMPO E OLTRE LA FELICITA’…”
Su ScrivereOltreTV il saluto del Direttore di Oltrepensiero.it
e la videoclip della canzone cantata da Silvia Parma "Il Treno Una Lettera"
I L P O T E R E D E I S O G N I
di Ilaria Giovinazzo scrittrice e Presidente del Premio Scrivere Oltrepensiero
“Il potere consiste… nel decidere quali storie verranno raccontate” (Carolyn Heilbrun)
Cosa vuole davvero uno scrittore?
Fama? Riconoscimento? Soldi? L’egocentrica soddisfazione di vedere il suo nome stampato su una copertina? Anche, e, forse per alcuni, decisamente sì.
Ma coloro che imboccano la via della scrittura per questi motivi sono come i partecipanti del Grande Fratello, gente disposta a bruciare le tappe e a fare di tutto, anche vendersi, pur di avere successo. E poi, quale successo?
La lotta, il conflitto, l’anima, l’emozione, la capacità di perseguire con impegno e sacrificio una via, che sia quella della scrittura o qualsiasi altra arte, sono queste cose che creano e portano alla nascita di un artista, un vero, completo, integro e sostanzioso artista.
E così come non ci si sveglia una mattina e ci si mette al pianoforte improvvisando Mozart o Bach senza avere la benché minima idea di dove mettere le mai, allo stesso modo non ci si può improvvisare scrittori o ballerini, o pittori.
Costanza. Impegno, Genio e magia. Parole chiave.
Il traguardo è una vittoria con se stessi e con la pagina, con il resto del mondo. Perché alla fine dei giochi quello che conta non è arrivare primi alle luci della ribalta. No.
Alla fine quello che conta sono le tue parole vibranti che raggiungono i cuori di altre persone e le fanno vibrare allo stesso ritmo.
Perché la soddisfazione più grande che ogni scrittore persegue è racchiusa in alcune semplici parole:
“Ho letto le tue cose. Mi hai fatto emozionare, quello che hai scritto mi è rimasto dentro. E’ davvero, davvero un gran bel libro”.
Quindi, quando scrivete, non scrivete per voi, per la gloria, per i soldi, scrivete per il vostro cuore e per il cuore della gente. Fate nascere le vostre storie dai sogni. Solo così dai vostri sogni nasceranno i sogni del mondo.
La pagina “specchio romano”, in edicola ogni martedì all’interno del quotidiano “Italia sera”, si presenta come un’elegante vetrina in cui trovare articoli sull’arte, l’archeologia, le curiosità romane, oltre a un’accurata selezione degli studi più recenti e delle iniziative editoriali più importanti dedicate alla storia della città di Roma.
«Sono bolognese, e la considero una gran fortuna: in questa città ovunque ti giri scopri qualcosa da fare o qualcuno che inventa, crea. E per me, ambidestra, e quindi curiosa a 360°, di capire e soprattutto vivere ciò che mi circonda, Bologna rappresenta il mondo ideale.
Mi occupo di musica, teatro, scrittura: sono salita sul palcosceno per la prima volta 15 anni fa e lassù ne sto facendo! canto recito presento… scrivo canzoni e poesie, come giornalista collaboro con varie riviste ed emittenti locali. Tra le tante cose che amo fare (ma ne farei ben di più) c’è lo scrivere, anche di poesia, se ciò che scrivo io può definirsi così.
E’ un momento di respiro, un soffermarsi su ciò che provo, una pausa dolce e senza tempo tra una corsa e l’altra “ad inseguire”…»
UNA CANZONE PER . . .
. . . " SCRIVERE OLTREPENSIERO " 2008
“ I L T R E N O U N A L E T T E R A ” - Silvia Parma
« Questa non è una canzone famosa, ma è bellissima: non solo perchè non è famosa (e qui sta la bellezza della sorpresa, dello scoprire versi sconosciuti, confini sconosciuti, paesaggi sconosciuti), ma perchè come molte canzoni "nel cassetto" è come se fosse un album di fotografie, un flash back di ricordi, ovviamente emozioni, speranze magari… e comunque la voglia di raccontarsi con musica e parole.»
(Red) - Nell’ipotetico mettere in correlazione una canzone con la nostra essenza, come fosse un detonatore ispirante e scatenante dello scrivere, abbiamo chiesto ai lettori di oltrepensiero.it ed agli autori in genere, di rivelare e segnalarci quella che fosse stata più consona a ciascuno di loro.
Nel gioco, perché in fondo di un gioco si è trattato, per simboleggiare il senso complessivo dei testi presentati alla Seconda Edizione del “Premio Scrivere Oltrepensiero”, tra tutte abbiamo scelto “Il treno Una lettera” cantata da Silvia Parma, parole di Stefano Brigantini, musica della stessa Silvia Parma, arrangiamento di Francesco Malpensi.
Laurea in economia e commercio. Da sempre innamorato della parola, nelle canzoni ed in poesia. Della parola "liquida" capace di suscitare, con leggerezza, emozioni, e riflessioni profonde. Nel 2007 ha scritto col m.tro Maurizio Deoriti e Gabriella Gherardi l’operina musicale LA CONCHIGLIA DI VISNU.
SILVIA PARMA
É nata a Bologna il 02 ottobre 1966, ha studiato tecnica vocale con LUISA COTTIFOGLI, improvvisazione jazzistica con TIZIANA GHIGLIONI e Tecnica di canto lirico con GIOSIANA PIZZARDO.
Si esibisce come cantante solista in situazioni live dal 1994. Fa parte della compagnia di Operetta “PRIMADONNA ENSEMBLE” dove ricopre ruoli comici e di caratterista.
Nel 2002 ho cantato la sigla le 16 puntate del programma televisivo “L’APPETITO VIEN MANGIANDO” trasmesso sull’emittente privata Rete 8.
Nel 2003 ha partecipato a varie serate dello spettacolo “Notte Freak” di e con Freak Antoni all’Osteria Moretto ed al Chet BaKer di Bologna, impegni confermati anche per l’anno 2004 e 2005.
Nel 2004 ha fatto parte del cast dello spettacolo “SIRENE” della cantautrice Antonietta Laterza, con parti da protagonista come attrice, cantante e ballerina, ed assieme al quale si è esibita tra gli altri al Teatro Comunale di Casalecchio, per il Comune di Budrio (BO), al Teatro Manzoni di Bologna, ed a Faenza per l’edizione 2003 della Rassegna T.I.S. (Teatro di Interazione Sociale) sotto la Direzione Artistica del prof. Claudio Meldolesi.
Ha partecipato a programmi televisivi su Mediaset e Rai come ospite.
Nel 2006 partecipa al Festival Nazionale di poesia “POESIAFESTIVAL” della città di Vignola, sia con un performance poetico-musicale (“RECITAR MANGIANDO”) sia come ospite.
Attualmente cura due situazioni live: la prima ha un repertorio di musica blues in formazione di duo –chitarra e voce-, la seconda (chitarra, violoncello, voce narrante e voce cantante) si occupa di recuperare i testi dei cantautori italiani e proporne il confronto poetico-musicale. Da un anno propone la monografia di Bruno Lauzi ed è in preparazione il lavoro su Fabrizio De Andrè.
Regolarmente iscritta alla S.I.A.E. come autrice dei testi e delle musiche, scrive canzoni per bambini, alcune delle quali sono state utilizzate come sigla del programma radiofonico “Il Polverone Magico” ideato e curato dall’Associazione Culturale Youkali, per le edizioni 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008. Tra le sue collaborazioni, il musicista e compositore jazz Teo Ciavarella, l’arrangiatore e chitarrista del gruppo rock “Skiantos”, Luca Testoni, il cantautore Guido Foddis.
Scrive le musiche dei brani “IL TRENO UNA LETTERA” e “IO PETER PAN” in collaborazione col pianista Francesco Malpensi (arrangiatore) e Stefano Brigantini (paroliere).
Organizza e crea assieme a Lupo Angel eventi culturali per l’Associazione Culturale VIA DE’ POETIwww.viadepoeti.it (della quale è vice presidente), in particolar modo nell’ambito poetico e musicale. Tra questi RITORNERAI - BOLOGNA SALUTA BRUNO LAUZI (con la partecipazione di artisti come I GEMELLI RUGGERI, ROBERTO FREAK ANTONI, RANIERO GASPARI – storico arrangiatore di Lauzi-), “CERTAMINA 2000” Torneo Nazionale Di Improvvisazione Poetica presso il Circolo Pavese di Bologna, con la partecipazione speciale di David Riondino e dei membri dell’Accademia dell’Ottava Rima. Nel 2007, con le performance IL NONSENSE E L’IMMAGINARIO e VOCI DALLA STAZIONE - BOLOGNA RICORDA IL 2 AGOSTO partecipa al programma radiofonica di Radio3 FARHENEIT.
Nel 2008 canta la sigla del programma televisivo LA STORIA SIAMO NOI realizzato nell’ambito del FESTIVAL DELLA STORIA organizzato dal prof. R. Dondarini per l’ALMA MATERSTUDIORUM di Bologna.
Da un punto di vista letterario, Silvia Parma, recita una propria poesia inedita “VIVERE IL GIORNO” ad ACORDEON 2007 in apertura al concerto di Moni Ovadia.
Un suo racconto breve, “COME UN BATTITO D’ALI”, è presente nella sez. BOLOGNA ON LINE/NARRATORI E POETI sul sito della SALA BORSA di Bologna.
Vince il 3° premio nell’edizione 2006 del Concorso Internazionale di Poesia Città di Vignola con “POLVERI SOTTILI”. Finalista nell’edizione 2008 del concorso SCRIVERE OLTREPENSIERO con il racconto “FAVOLA CON FINALE A SORPRESA”. Alcune sue poesie sono pubblicate sull’antologia CENSIMENTO DEI POETI 2006 e su ANTOLOGIA DEL POETRY SLAM.
“La quantità dà esperienza. Solo dall’esperienza può venire la qualità. Tutte le arti, grandi o piccole, sono l’eliminazione di un movimento inutile in favore di una dichiarazione concisa. L’artista impara cosa togliere.”
Ray Bradbury, Lo zen nell’arte della scrittura
" P A R O L E D A D I V O R A R E "
« Il traguardo è una vittoria con se stessi e con la pagina, con il resto del mondo. Perché alla fine dei giochi quello che conta non è arrivare primi alle luci della ribalta. No.
Alla fine quello che conta sono le tue parole vibranti che raggiungono i cuori di altre persone e le fanno vibrare allo stesso ritmo.
Perché la soddisfazione più grande che ogni scrittore persegue è racchiusa in alcune semplici parole:
“Ho letto le tue cose. Mi hai fatto emozionare, quello che hai scritto mi è rimasto dentro. E’ davvero, davvero un gran bel libro.”. »
A parlare è la scrittrice Ilaria Giovinazzo, presidente ed ideatrice del Premio Letterario-Giornalistico“Scrivere Oltrepensiero” giunto alla sua seconda edizione. E’ un breve stralcio, che vi proponiamo in anteprima, tratto dalla presentazione dell’attesissimo n. 44 della Rivista Letteraria Prospektiva, il numero antologico interamente dedicato e riservato al concorso, che precede i ventuno racconti finalisti ed anche i nomi degli autori che sono stati reputati meritevoli di aggiudicarsi le tre sezioni del concorso per inediti: “Giornalismo”, “Narrativa” e “Scrivere Donna”.
L’antologia principe del Premio, ormai prossima ad entrare nel circuito delle librerie, sarà presentata ufficialmente nel corso della serata di premiazione che si svolgerà a Roma presso la storica Libreria Croce, sabato prossimo, 14 giugno a partire dalle ore 18.00 quando saranno resi noti i vincitori i cui nominativi la Giuria vuole siano, fino a quel momento, rigorosamente “Top Secret”.
Molti gli autori ed i giurati che hanno già confermato la presenza, oltre al direttore della rivista ProspeKtiva, l’editore Andrea Giannasi, che gentilmente ci ha concesso di pubblicare anticipatamente la copertina del n.44 con la suggestiva immagine di un’opera del pittore Angelo Roberto Fiori di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca). «Dalla lettura dei tanti racconti e saggi arrivati - sottolinea Giannasi - si estrae la sensazione di viva partecipazione, di un sentire comune intorno a questo prezioso concorso. Piacevoli, con sfumature liquide, i molti percorsi di penne al femminile. Sentiamo il bisogno di scaricare la pesantezza di certi ultimi romanzi e Oltrepensiero raccoglie molta leggerezza narrativa. Insomma l’insieme delle parole è da divorare.»
E mentre si chiude l’edizione di "Scrivere Oltrepensiero" tutto è ancora in ballo per la sesta edizione del Premio Carver per opere edite (si articola in tre sezioni: Saggistica, Narrativa e Poesia), promosso dalla casa editrice Prospettiva, la cui scadenza è prevista per il prossimo 30 giugno.
Un Premio che si differenzia tradizionalmente dagli del settore perchè vengono semplicemente premiati i libri a prescindere dal nome dell’autore o dalla casa editrice che li ha pubblicati. Chi volesse partecipare può trovare qui tutti i particolari.
ELENCO CONCORRENTI INSERITI NELL’ ANTOLOGIA DI PROSPEKTIVA
Amaly Azzarini
Federica Caffa
Irene Campinoti
Alessandro Caramis
Carlo Caruso
Maurizio Carvigno
Luca Cerquatelli
Adriano Corbucci
Giulia Rosa D’Amico
Nicola Gaggelli
Andrea Guerrini
Marco Managò
Chantal Mazzacco
Eugenio Nocerino
Silvia Parma
Natalino Ridente
Tonio Solerani
Ilaria Spagnuolo
Clara Terribile
Rossana Tirinelli
Barbara Wahl
Scrivere Oltrepensiero 2008
Premio letterario Giornalistico
Giuria
Andrea Giannasi, editore, direttore responsabile della rivista Prospektiva.
Ilaria Giovinazzo, scrittrice, redattrice di Oltrepensiero.it, ideatrice e responsabile del “Premio Scrivere Oltrepensiero”.
Anna Maria Pirozzi, ideatrice e capo redattore della rivista web Oltrepensiero.it, collaboratrice di testate giornalistiche e responsabile uffici stampa.
Reno Bromuro, poeta, scrittore, giornalista, autore e regista di teatro.
Cinzia Dal Maso, giornalista di “Italia Sera”, studiosa di arte ellenistica e del territorio romano.
Eleonora Bellini, poetessa, scrittrice e saggista, direttrice della Biblioteca Pubblica dellaFondazione "Achille Marazza".
Maurizio J. Bruno, ideatore e responsabile del sitoIl Rifugio degli esordienti, direttore generale di DANAE,Distribuzione Autonoma Nazionale Autori Esordienti.
Martina Campolongo, giornalista de “Il Tempo”, redattrice di Oltrepensiero.it.
Presidente del Premio è la scrittrice Ilaria Giovinazzo. Vice presidente onorario, l’editore Andrea Giannasi.
"Viviamo d’un fremito d’aria, d’un filo di luce, dei più vaghi e fuggevoli moti del tempo, di albe furtive, di amori nascenti, di sguardi inattesi. E per esprimere quel che sentiamo c’è una parola sola: disperazione"
Vincenzo Cardarelli
Ecco le 11 “Segnalazioni Speciali” del Premio Letterario-Giornalistico “Scrivere Oltrepensiero” 2008 espresse dalla redazione della Rivista Telematica di Cultura e Attualità Oltrepensiero.it e che saranno pubblicate in un’antologia ad essa dedicate da non NonSoloParole Edizioni per la sigla editoriale “iNarranti”. Sarà presentata nel corso della premiazione del concorso che avrà luogo sabato14 giugno (ore 18.00), a Roma presso la storica Libreria Croce.
Il libro apre ufficialmente la “Collana Oltrepensiero” (Narrativa – Saggi – Poesia): per il futuro un invito a pubblicare, a fronte di un modestestissimo contributo, i classici inediti nel cassetto. Questo per permettere, a qualsiasi autore, di iniziare a farsi conoscere.
Undici segnalazioni e non più dieci, come previsto, a causa di un meritato parimerito. Il volume, oltre ai racconti degli autori prescelti da un’apposita giuria, contiene anche gli interventi del Presidente del Premio, Ilaria Giovinazzo, della coordinatrice dell’Ufficio Stampa Martina Campolongo, di Biba Stradust (Beatrice Elerdini) e Maria Stella Ivana Riggi. Queste ultime entrambe finaliste dell’edizione 2007 del concorso. Del volume, oltre alla copertina, proponiamo una piccola anteprima con la prefazione del direttore responsabile della rivista Oltrepensiero.it
FABIO FORIN, Tutto questo non è così incredibilmente affascinante?
MICHELA MILANI, Gustotondo
O L T R E I L I M I T I I N V A L I C A B I L I
di Giulio Carra
Undici racconti, undici storie ai limiti del possibile, intense e variegate per stile e contenuti, ma tutte pervase dalla prorompente voglia e desiderio irrefrenabile, se non quando vera e propria disperazione, di uscire fuori dalla quotidianità o da quella realtà che ci calza un po’ stretta e che non sopportiamo più.
La ricerca di una via d’uscita, di uno spiraglio, di una soglia non fosse che solo fantastica, per spingerci al di là ed oltre ogni frontiera, per superare quei limiti che sembrano invalicabili ed imposti dalla nostra stessa limitata essenza o dalle imbrigliate connessioni sociali nelle quali, pian piano, nella vita, siamo caduti senza accorgercene, rappresenta lo spasmo vitale dell’anima necessario per sopravvivere.
L’anelito esistenziale, talvolta spinto oltre qualsiasi razionalità, verso una felicità interiore, immaginando o mettendo in atto meccanismi di autodifesa per trovare sublimazioni indispensabili per continuare a adattarci al mondo che ci circonda, ci spinge, spesso, a trapassare, talvolta drammaticamente, un varco virtuale che ci consenta di raggiungere presunti mondi migliori al solo fine di accaparrarci quel poco che basta per essere contenti ed appagati del nostro stesso esistere.
Per questi motivi abbiamo aperto l’antologia con le parole di Vincenzo Cardarelli, uno dei massimi poeti italiani del novecento, anche lui, in fondo ed a suo modo, un pesce fuor d’acqua.
Difficile non riconoscersi nei profondi sospiri, nei fremiti, nei tenui fili di luce, nelle albe furtive, nei sussulti inattesi o nella dichiarata ribellionedisperata che emerge dagli argomenti trattati nei testi degli autori che vi proponiamo.
Scrivere Oltrepensiero 2008 Premio Letterario-Giornalistico
Giuria Segnalazioni Speciali
Giulio Carra, giornalista, direttore responsabile della rivista web Oltrepensiero.it Raffaele Calafiore, editore di Nonsoloparole Edizioni. Maria Stella Ivana Riggi, architetto, industrial designer, redattore di Oltrepensiero.it Donatella Placidi, scrittrice e redattrice di “Oltrepensiero. It” Barbara Gozzi, scrittrice Beatrice Elerdini, scrittrice e collaboratrice delle testate “Il Globo” e “ Oltrepensiero.it” Gioia Oddi, astrologa, cura rubriche astrologiche in numerosi portali web Alessandro Sacripanti, giornalista, scrittore, redattore di Oltrepensiero.it, consigliere nazionale del C.U.N.
Presidente della Giuria è il giornalista Giulio Carra
Vice presidente onorario l’editore Raffaele Calafiore.
Si avvia verso la conclusione la seconda edizione del Premio Letterario-Giornalistico “Scrivere Oltrepensiero”. Decretati dalla Giuria i 21 Finalisti che saranno pubblicati dalla Rivista “Prospektiva” mentre è al lavoro la Redazione di Oltrepensiero.it per le 10 Segnalazioni Speciali alle quali sarà riservata un’antologia della sigla editoriale “iNarranti ”.
Questi i 21 finalisti decretati dalla Giuria coordinata dal Presidente del Premio Ilaria Giovinazzo e composta da: Andrea Giannasi, Annamaria Pirozzi, Reno Bromuro, Cinzia Dal Maso,Eleonora Bellini, Maurizio J. Bruno e Martina Campolongo.
I vincitori saranno resi noti il 14 Giugno a Romadurante la cerimonia di premiazione nella storica Libreria Croce.
BARBARA WAHL,RICERCANDO UNA PAGINA DI DORIS LESSING
AMALY AZZARINI, REPORTAGE DAL DARIEN
NICOLA GAGGELLI,IL SEGRETO DI NESTORE
TONIO SOLERANI, PIETRA BIANCA
MAURIZIO CARVIGNO,ANCORA UNA NOTTE
FEDERICA CAFFA, DONNE ALLO SPECCHIO
EUGENIO NOCERINO, PIU’ VELOCE DEL VENTO…
MARCO MANAGO’, ELOGIO DELLA BICICLETTA
CHANTAL MAZZACCO, PRENDIMI PER MANO
CARLO CARUSO, LUNA LU’
CLARA TERRIBILE,PER SEMPRE NOI
ANDREA GUERRINI,AUTOBIOGRAFIA INCOSCIENTE
ALESSANDRO CARAMIS, PROFUGHI IN PATRIA. STORIE DI VITA DEGLI ITALIANI DI LIBIA
GIULIA ROSA D’AMICO,CIN CIN
NATALINO RIDENTE,BILLY PILGRIM E IL GRANDE FRATELLO NELLA PARIGI DEL XX° SECOLO
LUCA CERQUATELLI,RITORNO ALLE BASI
ADRIANO CORBUCCI,L’ORDINE DELLE COSE
ROSSANA TIRINELLI, LA SECONDA VITA
SILVIA PARMA,FAVOLA CON FINALE A SORPRESA
ILARIA SPAGNUOLO,OLTRE LA PERSONALITA’, OLTRE IL TEMPO E OLTRE LA FELICITA’…
IRENE CAMPINOTI,GENTI NUOVE ALL’IMBRUNIRE
E M O Z I O N I T R A S P A R E N T I di Martina Campolongo
C’è chi pensa che scrivere un racconto breve o un articolo di giornale sia come scrivere un tema scolastico, così come ce lo hanno insegnato le maestre alle scuole elementari: inizialmente si crea il cappello, poi si procede alla stesura del corpo e si conclude con i piedi, come se dovessimo disegnare una persona. Chi non ama scrivere è convinto che il giornalista o lo scrittore si limitino a fare questo: un gioco da ragazzi!
In realtà, è molto più difficile di quanto comunemente si creda. È un mestiere difficile e delicato: bisognare adottare un certa sensibilità e un certo stile che tocchino la coscienza del lettore e, perché no, gli consentano l’immedesimazione. A volte non guasta inserire un pizzico di provocazione, giusto per smuovere gli animi, ma sempre con estremo tatto. L’arte di far comprendere il messaggio in maniera immediata e corretta è molto difficile: scrivere chiaramente, usando termini semplici e alla portata di tutti, non sempre è uno scopo facilmente raggiungibile. Anche se può sembrare un paradosso, a volte si pensa che una frase complessa, con molte congiunzioni e subordinate, renda meglio l’idea, esprima pienamente il concetto.
I partecipanti alla seconda edizione del Premio Letterario-Giornalistico “Scrivere Oltrepensiero” sono stati bravissimi nell’essere riusciti a creare dei lavori limpidi e trasparenti, ben leggibili ed interpretabili. È interessante e curioso vedere come uomini e donne di età, sesso, città e professioni differenti tra loro, esprimano ognuno con il proprio stile esperienze, emozioni, speranze e personali interpretazioni della vita. Tantissimi gli autori che hanno partecipato al concorso da tutta Italia rappresentando contesti sociali e culturali diversi in una vera e propria ragnatela geografica di longitudini e latitudini: Pisa, Milano, Bologna, Bari, Aosta, Udine, Genova, Poggibonsi (Siena), Roma, Torino, Napoli, Teramo, Tarquinia (Viterbo), Treviso, Bari, Pescara, Brescia, Varese, Trapani, Ancona, Viterbo, Salerno, Chiavari (Genova), Palermo, Carbognano (Viterbo), Pavia, Capua (Caserta).
Chi è avvocato, chi studia all’università, chi si dedica con passione alla famiglia e ai figli. Tutti accomunati dal desiderio e dalla speranza di aprirsi una piccola finestra sul mondo, anche solo per far conoscere il proprio pensiero, esprimendo se stessi.
Al momento della comunicazione della rosa dei 21 finalisti (che verranno inseriti nel numero antologico, tutto riservato al Concorso, della Rivista LetterariaProspektiva), le reazioni sono state molteplici: chi ha gridato di gioia, chi credeva che fosse uno scherzo telefonico di qualche amico, chi aveva la voce tremante e chi non smetteva di ringraziare. È emozione pura partecipare in maniera diretta alle gioie e alle soddisfazioni altrui.
Dopo l’impegno della prima giuria, tocca ora al secondo gruppo di giurati (già al lavoro) prendere in visione i racconti restanti e decretare le “Segnalazioni Speciali” della Redazione di Oltrepensiero.it (Giulio Carra, Raffaele Calafiore, M. S. Ivana Riggi, Donatella Placidi,Barbara Gozzi,Beatrice Elerdini, Gioia Oddi, Alessandro Sacripanti) con l’antologia di NonSoloParole Edizioni per la sigla editoriale “iNarranti ” Autoproduzioni. Un lavoro delicato ma estremamente interessante nello spirito e nella filosofia del Premio di offrire, senza promettere fortune a nessuno, una finestra di visibilità ad un numero complessivamente non indifferente di autori, esordienti e non, a differenza, sia consentito, della maggior parte dei concorsi letterari che vengono presentati in Italia.
Ai ventuno finalisti andranno ad aggiungersi i dieci delle segnalazioni speciali, che, quest’anno, a differenza della passata edizione, saranno, quindi, proposti nella versione cartacea e non telematica. Dunque ancora speranze per il resto dei partecipanti in una continua e spasmodica suspance che ci accompagnerà fino al 14 Giugno, nella storica libreria Croce di Roma, quando saranno resi noti anche i vincitori delle tre sezioni del Premio: “Letteratura”, “Giornalismo” e “Scrivere Donna”.